Chi sono·2 settimane fa·10 min di lettura

Su di me

Sono Giusy. Prima di essere una professionista, sono una donna, una moglie, una madre di tre figli, e un’anima in continua ricerca che ha imparato ad ascoltare attraverso il corpo, la bellezza, il dolore e la gioia.

Sono Giusy.

Questo è il nome che ho ricevuto in questa vita.

Prima di essere una professionista, sono una donna, una moglie, una madre di tre figli, e un’anima in continua ricerca, un’anima che, attraverso il corpo, attraverso la bellezza, attraverso il dolore, attraverso la gioia, ha lentamente imparato ad ascoltare.

Il mio percorso è iniziato con l’estetica, perché in quel momento era la via più immediata, la via più concreta, per avvicinarmi al corpo.

Ma molto presto il corpo ha iniziato a parlarmi in un altro linguaggio.

Una macchia sulla pelle, la cellulite, un tessuto che cambia, un viso che perde tono, un piede che sostiene e nello stesso tempo soffre: tutto questo ha aperto domande dentro di me.

Perché lì?

Perché in quella forma?

Che cosa sta cercando di dirci il corpo, quando finalmente smettiamo di guardare solo la superficie?

Da lì è iniziata la mia ricerca.

Una ricerca costante, una ricerca continua, che non è mai realmente terminata.

Nel 1986 ho incontrato per la prima volta il massaggio, e da quel momento ho compreso che il tocco poteva raggiungere non solo la parte fisica, ma anche la parte emozionale, la parte nascosta, la parte che a volte aspetta in silenzio di essere vista.

> Manca la parte del Veneto

Poi la vita mi ha portata all’Ayurveda.

Tra il 2003 e il 2007, durante i miei studi a Milano, una nuova porta si è aperta.

Lì ho sentito chiaramente che cosa la mia anima mi stava chiedendo: lasciare una scintilla di luce, perché ogni persona potesse, nel proprio tempo, riconoscere la propria.

Be.Giusy è stato il luogo da cui tutto ha preso forma: anni di lavoro, cura, ascolto, relazione, esperienza.

Sri Ananda è l’evoluzione naturale di questo cammino, una visione più ampia del benessere, dove la persona viene accolta nella sua totalità.

Non solo corpo.

Non solo mente.

Non solo spirito.

Ma l’essere umano nella sua interezza.

Per me, la salute non è semplicemente assenza di sintomi.

La salute è equilibrio.

Un equilibrio che riguarda il corpo, sì, ma anche le emozioni, l’energia, la coscienza, e quel movimento interiore che ci riporta a noi stessi.

Attraverso l’osservazione del corpo, le tecnologie, l’osteopatia, lo yoga, il respiro, la meditazione e il lavoro energetico, accompagno ogni persona in un percorso che non è standardizzato, non imposto, non rigido.

È un percorso che ascolta.

È un percorso che prende forma dalla persona.

Oggi, se mi chiedo: chi sono io?

Sento che non sono solo Giusy.

Non sono solo il nome che porto, non solo il lavoro che faccio, non solo i ruoli che ho vissuto.

Sono un’anima.

Un atman.

Un’anima libera, in evoluzione, che desidera esprimere gioia, amore, apprendimento, e quella saggezza antica che ognuno di noi porta dentro di sé.

Non prometto soluzioni immediate.

Offro un cammino.

Non impongo.

Accompagno.

Non separo.

Integro.

E con luce, energia e vibrazione, continuo a condividere ciò che la vita mi ha insegnato: che tutto ha un senso, che ogni difficoltà può diventare un’apertura, e che a volte, quando qualcosa risuona, anche una piccola scintilla può diventare l’inizio di un ritorno a casa.

A settembre 2022 ho acquisito il mio nome spirituale in Hymalaya:

Bhagavati.

Il termine Bhagavati (in sanscrito: भगवती) significa "la divina", "la benedetta" o "colei che possiede qualità propizie". È la forma femminile del più noto Bhagavan (il Signore o il Beato) e viene utilizzato per indicare una divinità femminile, un’entità suprema o una dea.

La parola deriva dalla radice Bhaga, che racchiude in sé molteplici significati positivi: buona fortuna e prosperità, eccellenza e maestosità, gloriosità e luce.

Nel culto indù il termine è spesso un epiteto e un nome sacro associato alla Madre Divina, come la dea guerriera Durga, Parvati o Lakshmi. È invocato come fonte di protezione, forza e benevolenza. Nella tradizione del subcontinente indiano è anche un nome proprio molto comune per le donne, specialmente nelle comunità del sud dell’India.

Il mantra "Om Namo Bhagavate" è una formula di devozione e rispetto utilizzata per connettersi con la realtà suprema o con avatar specifici come Krishna. In questo contesto, la declinazione maschile/neutra (Bhagavate) si traduce come "Mi inchino al Divino" (o al Signore che tutto pervade).